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Eritrea, architetture coloniali nella "Perla d'Africa"
dal 1 al 9 dicembre 2018


L'Eritrea rimane una delle mète più affascinanti del Corno d'Africa e il suo mix d'influenze abissine, arabe e mediterranee ne fa un luogo davvero suggestivo.  Nel viaggio si visita Asmara, Keren, Massawa e la zona archeologica dell'altopiano del Kohaito.  Si attraversano scenari tipicamente abissini, scarpate, altopiani e picchi vertiginosi con interessanti siti archeologici e un mare cristallino...
 







Eritrea, architetture coloniali nella "Perla d'Africa"

dal 1 al 9 dicembre 2018

 

(base 8 partecipanti)
 

flickr  |  PDF  Photobook "Eritrea, tracce italiane" di Dario Basile

 

Programma di viaggio


1º giorno - 01/12/2018  MILANO MXP / ISTANBUL / ASMARA
Partenza in mattinata da Milano Malpensa (o altri aeroporti italiani) con il volo di linea Turkish Airlines per Istanbul e proseguimento dei voli per Asmara con arrivo in tarda sera.  Dopo le formalità doganali e il ritiro dei bagagli, incontro con la guida locale e l’autista per il trasferimento in hotel per il pernottamento.
 

2º giorno - 02/12/2018  ASMARA
Al mattino, dopo colazione in hotel, trasferimento in stazione; se disponibile, effettueremo un'escursione in treno a bordo della mitica “littorina” o del treno trainato dalle locomotive a vapore Mallet dei tempi coloniali (escursione a pagamento).  Si avrà la rara opportunità di percorrere una delle più ardite ferrovie al mondo, la cui costruzione è iniziata nel 1897, a bordo dei treni che risalgono ai tempi delle colonie.  Si percorrerà il tratto Asmara-Nefasit, la parte del tratto più suggestivo e panoramico dell’intero itinerario. All’altezza della stazione, in cima ad uno sperone roccioso, si intravede il superbo monastero copto di Bizen, il più importante centro religioso dell’Eritrea.

Un secolo fa gli italiani costruirono un’avveniristica ferrovia in Eritrea.  Oggi, in mezzo alle ferite di una guerra recente, le locomotive a vapore sono tornate a correre sui binari dell’ex colonia italiana.  Un’impresa straordinaria voluta dal governo di Asmara e compiuta da ferrovieri ultrasettantenni.  La linea ferroviaria che collega le città di Asmara e Massawa, superando quasi 2400 metri d’altezza, viene unanimamente considerata un capolavoro dell’ingegneria italiana.  Oggi come allora, quando venne inaugurata nel novembre del 1912, la stampa internazionale, anche la più ostile e avversa, parlò di una “stupefacente prodezza”.   Centodiciassette chilometri di rotaie si snodavano tra gole, strapiombi e montagne scoscese.  Lungo il tragitto sono dislocate 29 galleria, 13 stazioni, 5 serbatoi d’acqua e 45 tra ponti e viadotti.
Il tracciato è emozionante ed il principale materiale di trazione è composto da locomotive a vapore del tipo Mallet.   La stazione ferroviaria di Asmara è un casermone di muri sbrecciati e le insegne scolorite.  I vetri della biglietteria non sono in buono stato e la campanella che dovrebbe annunciare i treni resta inesorabilmente muta.  La sorpresa si cela al di là del portone d’ingresso.  Varcare quella soglia significa entrare in una straordinaria macchina del tempo e trovarsi improvvisamente catapultati nel passato, indietro di cent’anni, in una storia impregnata di magia e di fascino.   Il tragitto ferroviario, in parte coincidente con quello stradale, è ripido e spettacolare, percorre i fianchi della montagna, completamente ricoperti dalle piantagioni di fichi d’India, offrendo paesaggi mozzafiato.

Se l’escursione non sarà disponibile, al mattino, dopo l'interessante visita alla stazione ferroviaria, si continuerà la visita di Asmara che conserva una chiara impronta del periodo coloniale italiano, negli edifici e nell’arte; ma oltre alle sue notevoli opere architettoniche e ai giardini perennemente fioriti, questa città è intimamente segnata dall’impronta lasciata dagli italiani nelle abitudini degli abitanti. Visitare Asmara è un viaggio a ritroso nel tempo, in un passato che un pò è anche nostro perché appartiene ai ricordi dei nostri genitori, perché l’abbiamo studiato sui libri di storia e ripetutamente visto nei documentari alla televisione.  Si potrà ammirare il Palazzo Imperiale, in Liberation Avenue. Oggi Palazzo del Governo, ospitava fino a pochi anni fa il National Museum. Era stato costruito da Ferdinando Martini, il primo governatore civile italiano dell’Eritrea, nel 1897, per essere il Palazzo del Governatore. Con il suo frontone sorretto da colonne corinzie e interni spaziosi, è considerato uno degli edifici in stile neoclassico più belli dell’Africa. Molto curati sono i suoi giardini sia quelli interni, che quello antistante. Non mancherà di affascinare il Teatro dell’Opera, costruito nel 1918 dall’architetto Cavagnari. E’ un bellissimo esempio di architettura eclettica, conserva un interno delizioso, a quattro piani di palchi e uno spettacolare soffitto “art noveau” affrescato da Saverio Fresa con scene di danza.  Un tempo vi si esibivano numerose e famose compagnie, come quella di Renato Rascel o di Renato Carosone. 
Cena in un ristorante locale e pernottamento in hotel. (Cena non compresa)
 

Cattedrale Cattolica di Santa Maria – Consacrata nl 1923, è ritenuta una delle più belle chiese in stile romanico lombardo al di fuori dell’Italia.  L’interno della cattedrale è magnifico: l’altare è in marmo di Carrara, mentre il battistero, i confessionali e il pulpito sono in legno di noce italiano.  L’interno è completamente affrescato.  Il campanile della chiesa, in stile gotico, domina la città e il punto di riferimento della Hornet Avenue, la strada principale.  E’ uno dei massimi monumenti della città.  Dal campanile, che contiene 8 campane, si gode di una bella vista panoramica.  Le campane del campanile si confondono con la voce del muezzin emanata dagli altoparlanti dei minareti e con le preghiere dei monaci ortodossi a testimonianza dell’atmosfera multi religiosa tipica delle grandi città orientali. E testimonianza della grande tolleranza religiosa che esiste in Eritrea dove convivere con le altre religioni è ormai un dato acquisito.

Cattedrale Copta Nda Mariam – La chiesa è stata costruita nel 1938 durante l’occupazione italiana della città, ed è edificata su una collina.  E’ una curiosa combinazione di architettura italiana ed eritrea.  La cappella d’ingresso è a pianta quadrata, sormontata da tamburo cilindrico con pitture di santi e coperto da tetto conico a largo spiovente.  Ai lati, due brevi tratti di portico a travate di legno, con parete in fondo a struttura listata; notevoli i pannelli di legno scolpito a motivi axumiti e l’interno di legname dipinto, tratti dalla demolizione della vecchia chiesa primitiva.  La chiesa è preceduta da due torri quadrate che servono come sacrestia e magazzino.  Dal piazzale antistante la chiesa si possono incrociare con lo sguardo le croci copte, il minareto della Grande Moschea e il campanile della Cattedrale cattolica.

La Grande Moschea – Ultimata nel 1938 da Guido Ferrazza, questo grandioso complesso coniuga elementi razionalistici, classici e islamici.  La simmetria della moschea è accentuata dal minareto, che si innalza da un lato come una colonna romana scanalata al di sopra di cupole e archi tipicamente islamici.  All’interno il “mihrab” (la nicchia che indica la direzione della Mecca) è impreziosito da mosaici e colonne in marmo di Carrara.  Lo stile di Ferrazza risulta evidente anche nel disegno della maestosa piazza e nel complesso del mercato che circonda la moschea.  
 

3º giorno - 03/12/2018  ASMARA / KEREN / ASMARA
Colazione in hotel poi, non appena ottenuti i permessi, partenza per Keren che raggiungeremo dopo circa due  ore, dove oggi c’è il mercato del bestiame, e quindi un crocevia che attira tutti gli abitanti delle zone circostanti la città. Dopo cominciamo la visita di Keren, col suo sparso abitato aggrappato ai fianchi della montagna, si offre a quanti sono in grado di apprezzare uno spicchio d’Africa ancora autentico e quella sua atmosfera riservata e nostalgica la rende affascinante. La città di Keren col suo sparso abitato aggrappato ai fianchi della montagna, si offre a quanti sono in grado di apprezzare uno spicchio d’Africa ancora autentico e quella sua atmosfera riservata e nostalgica la rende affascinante.  Merita sicuramente una visita il Santuario di Mariam Dearit, dove è venerata una Madonna nera inserita nella cavità di un maestoso baobab, e considerata da tutti la regina e protettrici del paese. La “Madonna del Baobab” è molto venerata anche dai mussulmani e spesso vi si svolgono pellegrinaggi ecumenici e interreligiosi; i pellegrini che ogni anno raggiungono tale santuario sono circa quarantamila.  Il santuario è curato dai monaci cistercensi che qui risiedono dal 1960. Ci sono diverse versioni e leggende a proposito dell’origine di questo Santuario.  Visita ai cimiteri di guerra in cui sono sepolti soldati italiani e ascari (gli indigeni eritrei che combattevano a fianco alle nostre truppe) e a quello britannico.   Nel tardo pomeriggio rientro ad Asmara per la cena in un ristorante locale e il pernottamento in hotel. (Cena non compresa)
 

4º giorno - 04/12/2018  ASMARA / MASSAWA
Prima colazione e partenza per Massawa situata a 2400 metri circa di dislivello con Asmara. Questa strada, riaperta al traffico, ripercorre una delle prime direttrici usate alla fine dell’800 per raggiungere l’altopiano.  I diari dei primi esploratori raccontano delle difficoltà dell’aprirsi la strada a colpi di machete e della riccheza della caccia di quest’area.  Oggi, a distanza di un secolo, potrete constatare i danni prodotti dalla guerra e dalla siccità e vedere i primi tentativi di riforestazione, frutto del programma “Maatot”.  Se non sarà possibile percorre questa direttrice, useremo quella classica, la “Strada degli Italiani”, perché agli italiani si deve l’ammodernamento a partire dal 1936, della principale arteria stradale del paese che è stata un capolavoro d’ingegneria civile.  Non è l’unico, basti pensare alla ferrovia che ancor oggi corre, in più punti, parallela alla strada e alla teleferica costruita per il trasporto delle merci dal porto di Massawa ad Asmara, la più grande mai creata al mondo, purtroppo smantellata dagli inglesi.  La strada saliva da 1220 metri di Keren ai 2356 di Asmara per poi scendere in appena 115 chilometri fino alla città portuale di Massawa.    Lungo la strada si incontrano le cittadine di Nefasit, Embatcalla, Ghinda, Dongollo Alto ed infine Dongollo Basso, famosa per le sue acque minerali.  Pranzo in un ristorantino lungo la strada. 

Per assaporare la natura in Eritrea basta percorrere una breve distanza dalla capitale e raggiungere uno sperone di roccia lungo la strada tra Asmara e Massawa; si chiama semplicemente Tredicesimo Chilometro.  Lì si è sopra le nuvole perché da lì comincia il precipizio verso il Mar Rosso, verso Massawa. L’altopiano più grande dell’Africa, all’altezza di quel chilometro senza nome, va in frantumi, crolla dagli oltre duemila metri di Asmara fino alle sabbie di una meravigliosa costa marina, Le nuvole spesso si accatastano lungo il ciglio dell’altopiano e non ce la fanno a scavalcarlo.  Chi si affaccia dalle rocce del Tredicesimo Chilometro avrà la sensazione di trovarsi in volo sopra l’Eritrea.  Se guarda verso sud vedrà anche un Monastero ortodosso come sospeso nel cielo. Attorno vedrà le braccia spinose dell’euforbia aggrovigliarsi l’una all’altra.  Lungo la strada ad una ventina di chilometri da Massawa faremo una breve sosta al monumento di Dogali, dove nel gennaio 1887 furono massacrati dai guerrieri abissini di ras Alula i cinquecento uomini comandati dal Col De Cristoforis.  

Finalmente arriviamo in riva al mare!  Le due attraenti isole che formano Massawa si chiamano Taulud e Massawa, ed entrambe sono collegate alla terraferma tramite dei terrapieni che fungono da ponti.  Sull’isola di Taulud ci sono molti uffici governativi, come il palazzo originale del governatore, costruito nel 1872, la cattedrale Santa Maria e l’originale stazione ferroviaria costruita dagli italiani.  L’isola di Massawa contiene il porto, la parte più vecchia della città, che degli edifici corallini antichi e arcate che riflettono l’influenza turca, così come le moschee ancora più vecchie.  Ci sono anche edifici costruiti in stile ottomano del XVIII° secolo.  Qui si trova la vecchia città moresca, coi suoi negozi splendidi, arcate, caffè e ristoranti che offrono cucina eritrea, araba, esotica e occidentale.  Cena in un ristorante locale e pernottamento in hotel.  (Cena non compresa)
 

5º giorno - 05/12/2018  MASSAWA / ASMARA
Prima colazione e partenza per rientrare ad Asmara lungo la strada tradizionale, sempre con soste fotografiche nei luoghi di maggiore interesse. Arrivo per pranzo.  Pomeriggio libero per una passeggiata nel centro di Asmara e godersi il tranquillo tran-tran cittadino, continuando la visita della città.  Asmara rappresentò un interessante esperimento architettonico radicale ideato dal fascismo, tutto proteso ad edificare in tempi brevi, secondo un progetto urbanistico di difficile comprensione per il quadro culturale dominante in Europa; è bene ricordare che Asmara fu edificata in sei anni a partire dal 1935, per soddisfare il bisogno di case dei nostri coloni, che portarono il numero di abitanti, in cinque anni, da 4000 a 45000 persone.  Dal punto di vista architettonico la costruzione della città destò rispetto e ammirazione, tanto che il famoso architetto Naigzy Gebremedhin ha scritto: “I coloni italiani in Eritrea usarono la città come una tela bianca per progettare e costruire la loro utopia in Africa”.  Fra l’altro, anche gli architetti, proprio perché lavoravano a grande distanza dalla madrepatria, poterono attivare un interessante sperimentalismo.   Il centro storico della città eritrea è stato incluso nella lista dei cento siti storici più a rischio compilata ogni due anni dal World Monument Fund.  Dice il WMF: “L’Asmara ha una delle più alte concentrazioni del mondo di architettura modernista.  Il suo centro urbano rappresentò un ardito tentativo di creare una città ideale”

Cimitero di Asmara – Situato su una collina di terra rossa,è un luogo pieno di luce e colori.  E’ uno dei luoghi più importanti per avere uno spaccato storico della vicenda italiana in Eritrea. Il cimitero è un giardino bellissimo in cui sono ospitate le tombe, civili e militari, e le cappelle votive di chi ha fatto questa fetta di storia italiana.  Alcune tombe hanno bellissime sculture sia tradizionali che moderniste.

Garage Fiat Tagliero – L’edificio Fiat Tagliero è una stazione di servizio in stile futurista completata nel 1938 e progettata dall’architetto italiano Giuseppe Pettazzi che la progettò secondo forme avveniristiche che ricordano la figura di un aeroplano, con due ali in calcestruzzo di 15 metri di sbalzo.  Secondo le leggi in vigore in Italia (e quindi anche in Eritrea) le ali avrebbero dovuto essere sostenute, ma i sostegni previsti in progetto furono rimossi il primo giorno dell’inaugurazione.  Le ali tennero e sono tuttora stabili.

Cena in un ristorante locale e pernottamento in hotel. (Cena non compresa)
 

6º giorno - 06/12/2018  ASMARA
Continua la visita guidata di Asmara, in relax e con i tempi asmarini.  Ci inoltreremo nel cuore indigeno della città.  Filtrati dalla sensibilità artistica italiana, Asmara ha accolto praticamente tutti gli stili del primo scorcio del Novecento diventando la città Modernista d’Africa per eccellenza.  Una specie di foglio bianco dove gli architetti italiani del ventennio fascista, lontani da vincoli e costrizioni della madre patria, poterono disegnare la città dell’utopia.  Un luogo dove cimentarsi con i più diversi stili architettonici in voga nei primi decenni del secolo scorso in Europa.  Asmara possiede la maggior concentrazione al mondo di alcune tra le più avanzate architetture degli anni ’30.  A tutt’oggi uno studio esauriente della città non è stato ancora fatto. Semplici forme geometriche di proporzioni classiche sono esaltate da slanciate curve orizzontali e da svettanti torri a gradoni.  Troviamo oblò, feritoie e finestre allungate, balconate circolari, vani scala cilindrici e tettoie arcuate, mensole curve e strambi comignoli a zig-zag.   Originalmente intonacata a calce, questa splendida città è stata arricchita dai colori dell’Africa con i pastelli albicocca e turchese, bordeaux, verde lime e oro pallido.   Vasi di marmo sospesi con gerani e dalie, e occasionalmente, scopriamo una villa del Rinascimento, con cancelli in ferro battuto e imposte su torrette, un castello-torre francese, o una villa palladiana con colonne corinzie e timpano rosato.  Ville in stile art decò, architetture cubiste, razionaliste, espressioniste, futuriste e neoclassiche arredano gli angoli della città con una magnificenza stile occidentale che può lasciare perplessi.  Una realtà parallela, questa, cristallizzata attorno a quella dinamica, squisitamente locale, da assaporare tra i banchi del mercato, nel vecchio quartiere dove si smerciano le granaglie e le spezie, oppure nel Medeber.

Cinema Impero – Il Cinema Impero, costruzione Art Decò, fu il più grande cinema costruito in Asmara durante la colonizzazione italiana.  L’edificio è ancora oggi un cinema ma anche un’attrazione turistica e culturale della città insieme ad altri edifici dell’epoca coloniale come il Palazzo del Governatore e il Municipio.  Già entrando nell’edificio si fa un viaggio nel tempo con vecchi poster ai muri e la sala con le decorazioni e stucchi che rappresentano scene di danza, palme e alberi.  Il palcoscenico arrotondato è circondato da colonnine sormontate da teste di leone.

Casa degli Italiani – La Casa degli Italiani è stato ed è un luogo di ritrovo, ieri come oggi, della comunità italiana eritrea, un tempo vietato agli eritrei è oggi aperto a tutti.  Oltre ad uno spazio all’esterno con i tavoli, comprende un bar e un ristorante dove si servono piatti italiani.  Si trova in un luogo incantevole vicino alla via principale di Asmara, dove al suo fianco sorge il rinnovato Albergo Italia.

Teatro dell’Opera – Un’altra attrattiva è il Teatro dell’Opera, progettato da Cavagnari nel 1920 e costruito nella zona novecentesca più elegante di Asmara.  Il Teatro ha una fontana in stile rinascimentale a foggia di conchiglia di pettine, un portico in stile romantico, sorretto da delle colonne classiche e al suo interno si può ammirare un soffitto in stile art nouveau, dipinto dal pittore Saverio Fresa.

Cena in un ristorante locale e pernottamento in hotel.  (Cena non compresa)
 

7° giorno - 07/12/2018  ASMARA / DEKAMERE’ / SEGHENEYTI / ADI KEY / ALTOPIANO KOHAITO / ASMARA
Prima colazione e partenza per Dekamerè, in direzione sud, con i fuoristrada 4x4. A Dekamare una breve passeggiata ci farà conoscere il centro, con le case in stile italiano dei primi del ‘900, ed il mercato locale: quello coperto per le varie mercanzie e i generi alimentari, quello degli animali all’aperto. Dalla città si sviluppa la strada che da Dekamere porta a Nefasit, che fu costruita dagli italiani in soli 7 mesi, attraversando la famosa Piana D’Ala e creando una strada che raggiungeva l’Etiopia senza transitare da Asmara.  Continuazione per Segheneyti dove si osserveranno i maestosi alberi di sicomoro, i più grandi del paese, alcuni vecchi anche di 300 anni, in quella che è detta la “Valle dei Sicomori”. Il più bello è riprodotto su una banconota del Paese. Sosta ad Adi Keyh.  Arrivo a Senafè e Kohaito, dove si ergono le rovine delle antiche città axumite di Metara e di Coloe. Visita delle zone archeologiche. 

NB. Questa escursione è soggetta a riconferma per l’ottenimento dei permessi. Nel caso che non venissero ottenuti, l’escursione arriverà sino alla Piana dei Sicomori.

Basata sui diversi nomi della zona che sono legati agli elefanti, Kohaito si ritiene essere stato un centro di commercio dell’avorio e un’area agricola per via dei molti resti di pietre per la macinazione.  All’inizio vi erano solo 46 seti individuabili, ma ora il numero è salito a 900. 
Particolarmente interessante la diga chiamata Safira a Kohaito, antica di 2500 anni, la cui costruzione è attribuita al VI° secolo a.C.  Lo stile e la solidità della diga mostra quanto la popolazione possedesse una tecnologia avanzata di costruzione.  Secondo la leggenda, la regina di Saba si è dissetata con le acque di questa diga.  Sebbene dettagliate ricerche scientifiche debbano ancora essere completate, la civiltà di Kohaito ha fatto sì che questa zona servisse da “ponte” tra Adulis e altre civiltà come Metera, Keskese e Belew-Kelew.  Un altro luogo storicamente importante è Keskese, situato in una zona di 11 chilometri quadrati a 125 chilometri da Asmara, vicino Senafe.  Tra i molti resti nel posto, di grande interesse sono alcune stele cadute (10 metri di lunghezza), cinque pilastri di pietra che riportano scritte Sabee, resti di grandi e piccoli muri, e cimiteri.  Inoltre sono sparsi in tutta la zona diversi lavori di artigianato, arnesi di pietra e ottone.  Anche se non sono state condotte finora ricerche scientifiche dettagliate, basandosi sullo studio dei materiali ritrovati in superficie e sui reperti scritti in lingua Sabea, si ritiene che Keskese si sia sviluppata verso il IX secolo prima di Cristo.  

Rientro ad Asmara per la cena e il pernottamento. (Cena non compresa)


8º giorno - 08/12/2018  ASMARA / ISTANBUL
E’ l’ultimo giorno e sicuramente l’idea di partire e lasciare questo splendido paese vi farà venire il magone. La giornata la dedichiamo all’ultimo shopping, a fare quello che non siamo riusciti nelle altre giornate. Ci inoltreremo nel cuore indigeno della città. Filtrati dalla sensibilità artistica italiana, Asmara ha accolto praticamente tutti gli stili del primo scorcio del Novecento diventando la città Modernista d’Africa per eccellenza. Una specie di foglio bianco dove gli architetti italiani del ventennio fascista, lontani da vincoli e costrizioni della madre patria, poterono disegnare la città dell'utopia. Un luogo dove cimentarsi con i più diversi stili architettonici in voga nei primi decenni del secolo scorso in Europa. Asmara possiede la maggior concentrazione al mondo di alcune tra le più avanzate architetture degli anni '30. A tutt'oggi uno studio esauriente della città non è stato ancora fatto. Semplici forme geometriche di proporzioni classiche sono esaltate da slanciate curve orizzontali e da svettanti torri a gradoni. Troviamo oblò, feritoie e finestre allungate, balconate circolari e ali aggettanti; vani scala cilindrici e tettoie arcuate, mensole curve e strambi comignoli a zig zag, Originalmente intonacata a calce, questa splendida città è stata arricchita dai colori dell'Africa con i pastelli albicocca e turchese, bordeaux, verde lime e oro pallido. Vasi di marmo sospesi con gerani e dalie, e, occasionalmente, scopriamo una villa del Rinascimento, con cancelli in ferro battuto e imposte su torrette, un castello-torre francese, o una villa palladiana con colonne corinzie e timpano rosato. Ville in stile art decò, architetture cubiste, razionaliste, espressioniste, futuriste e neoclassiche arredano gli angoli della città con una magnificenza stile occidentale che può lasciare perplessi. Una realtà parallela questa, cristallizzata attorno a quella dinamica, squisitamente locale, da assaporare tra i banchi del mercato, nel vecchio quartiere dove si smerciano le granaglie e le spezie, oppure nel Medeber. 

Caravanserraglio (Medeber) – L’Originale Caravanserraglio, mercato del XVIII° secolo, nato per ospitare il movimento carovaniero, che raggiunse l’apice durante la colonizzazione italiana.   Oggi si è trasformato in un centro di botteghe artigiane dedite in gran parte all’arte del riciclo.  Dove giovani operai plasmano oggetti di ogni tipo riciclando qualsiasi oggetto di metallo, vecchi copertoni etc.  E’ anche un grande mercato dell’usato.  Una visita da non perdere, ed è il miglior riassunto della vivacità e del colore dei gruppi etnici eritrei.

Museo Nazionale – In Maryam Gmbi Street si trova il Museo Nazionale con i suoi reperti archeologici delle civiltà antiche che stazionarono in Eritrea e una ricca collezione di oggetti, arti, vestiti tipici dei nove gruppi etnici che compongono la popolazione del paese, è un interessante sguardo antropologico globale sull’Eritrea.  Nel museo sono raccolte le testimonianze più belle del passato; la piccola meravigliosa sfinge di Kohaito, le stele axumite con le iscrizioni in Ge’ez, i resti delle più antiche età del mondo, le monete d’oro, d’argento e di bronzo del III° secolo, ritrovate in Dancalia con i simboli del sole e della luna crescente, simboli del dio Alemkah, che vennero piano piano sostituiti con i nuovi simboli della cristianità.

In serata partecipiamo ad una cena tradizionale, dove è possibile gustare la cucina eritrea e le bevande locali, senza “corruzioni” occidentali ed assisterete alla cerimonia del caffè.  In tarda sera trasferimento in aeroporto per il volo di ritorno. 
 

9º giorno - 09/12/2018  ISTANBUL /  MILANO MXP
Proseguimento dei voli e arrivo in tarda mattinata all’aeroporto di Milano Malpensa (o altri aeroporti italiani).


 

DOCUMENTI NECESSARI

Passaporto in corso di validità con data di scadenza non inferiore a sei mesi dalla data di ritorno. Due pagine libere consecutive a disposizione.  Il visto è effettuato a cura dell’organizzazione. Necessario il passaporto almeno 45 giorni prima della partenza. Il costo è di 60 euro a carico dei partecipanti.

NESSUNA VACCINAZIONE OBBLIGATORIA


 

QUOTA DI PARTECIPAZIONE

- 2.800 Euro    

 


LA QUOTA COMPRENDE:

- Passaggio aereo con voli di linea Turkish Airlines MILANO MXP / ISTANBUL / ASMARA  A/R
- Pernottamento in hotel con solo trattamento di prima colazione, ad Asmara, Keren e Massawa
- I pranzi durante tutto il viaggio
- Pulmino Toyota a disposizione per tutta la durata del viaggio con autista locale (di lingua inglese) e auto fuoristrada solo per l’escursione dell’altopiano del Kohaito
- Guida locale esperta di lingua italiana per tutta la durata dell'itinerario
- Assistenza di un coordinatore italiano per tutta la durata del viaggio con partenza insieme al gruppo dall’Italia
- Tutte le visite ed escursioni come descritte nel programma
- Permessi, tasse d'ingresso come da programma
- Set COLORI DI SABBIA™ contenente: quaderno di viaggio e t-shirt con logo fronte / retro


 

LA QUOTA NON COMPRENDE:

- Tasse aeroportuali: 310 euro/persona (soggette a riconferma)
- La quota d'iscrizione: 40 euro/persona (quota di gestione pratica che comprende l'assicurazione medico bagaglio). Le condizioni dettagliate dell'assicurazione sono consultabili qui  >  PDF
- Le cene per tutta la durata del viaggio
- Visto turistico per l’Eritrea (a cura dell’organizzazione)  60 euro/persona
- Escursione con treno storico "Littorina" (soggetta a disponibilità e a pagamento)  60 USD/persona  
- Mance a guide e autisti, le bevande compreso quelle alcoliche (dove disponibili) e tutto quello che non è indicato nella "quota comprende"
 

EXTRA
- Assicurazione annullamento viaggio prima della partenza "All inclusive" (facoltativa); 3% da calcolare sul totale della pratica (ad esclusione della quota d'iscrizione e dei premi assicurativi). Le condizioni dettagliate delle coperture assicurative sono consultabili qui  >  PDF

- Supplemento camera singola: 340 euro


CONDIZIONI GENERALI DI CONTRATTO DI VENDITA DI PACCHETTI TURISTICI  in  PDF
 


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