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DEFAULT : CALABRIA PARCO ASPROMONTE
2/6/2020 11:22:42 (93 Letto)

Calabria, nel Parco Nazionale dell'Aspromonte
dal 28 settembre al 4 ottobre 2020

L'Aspromonte, lo straordinario Parco Nazionale tra i mari Ionio e Tirreno, ha il fascino dell’ "ultima frontiera". Posizionato com'è, alla fine della penisola con le montagne che disegnano la punta dello stivale, la zona è di grande interesse naturalistico con i suoi 76.000 ettari grazie alla presenza di rare specie endemiche.  Ma quello che sorprende è la sua ricchezza più preziosa, le genti dell'Aspromonte, un patrimonio umano di persone che raccontano questa grande montagna con le loro storie e la loro creatività fin dall’VIII° sec. a.C. quando arrivarono qui gli antichi coloni della Magna Grecia e i Monaci Basiliani. L'Itinerario decisamente tortuoso..







Calabria, nel Parco Nazionale dell'Aspromonte

dal 28 settembre al 4 ottobre 2020
 

(base 8 partecipanti)  |  Scadenza adesioni 12/08/2020 
 

L'Aspromonte, lo straordinario Parco Nazionale tra i mari Ionio e Tirreno, ha il fascino dell’ "ultima frontiera". Posizionato com'è, alla fine della penisola con le montagne che disegnano la punta dello stivale, la zona è di grande interesse naturalistico con i suoi 76.000 ettari grazie alla presenza di rare specie endemiche.  Ma quello che sorprende è la sua ricchezza più preziosa, le genti dell'Aspromonte, un patrimonio umano di persone che raccontano questa grande montagna con le loro storie e la loro creatività fin dall’VIII° sec. a.C. quando arrivarono qui gli antichi coloni della Magna Grecia e i Monaci Basiliani. L'Itinerario decisamente tortuoso che parte dalla Locride, arriva nell'area grecanica, così definita per la lingua parlata molto simile al greco.
 

Programma: Calabria, nel Parco Nazionale dell'Aspromonte  -   Colori di sabbia  for followers
 

PROGRAMMA

1° giorno - 28/09/2020  MILANO / REGGIO CALABRIA
In tarda mattinata ritrovo dei partecipanti all’aeroporto di Milano Linate per il check-in del volo nazionale per Reggio Calabria.  All’arrivo dopo il ritiro dei bagagli e la consegna delle auto a noleggio, partiamo verso il centro storico della città. Raggiungiamo l’hotel e dopo aver depositato i bagagli ed un breve riposo usciamo per cominciare la visita della città, tradizionalmente chiamata "Città della Fata Morgana" perché qui si manifesta il raro fenomeno ottico-mitologico della Fata Morgana, durante il quale la costa siciliana sembra distare solo pochi metri rendendo possibile distinguere molto bene case, auto e persone. Una visita al Museo Archeologico Nazionale è considerata d’obbligo: ospita, oltre ad altri importanti reperti di epoca greca, i famosissimi Bronzi di Riace, statue raffiguranti dei guerrieri che rappresentano l'immagine ideale del corpo umano, naturalmente perfetto, manifestazione dell'armonia dell'universo. Da vedere anche il Lungomare Falcomatà: definito da Gabriele D'Annunzio "il più bel chilometro d'Italia", il Corso Garibaldi, via animata e piena di negozi; il Duomo, con la cappella barocca del S.S. Sacramento; il Castello Aragonese. Nel tardo pomeriggio rientriamo in hotel e poi usciamo in serata per la cena in un ristorante locale.
 

2° giorno - 29/09/2020  REGGIO CALABRIA / BOVA  (Km. 60)
Dopo colazione in hotel ci dirigiamo nella fascia ionica della provincia, più a sud si trova l’Area Grecanica. Raggiungiamo Melito di Porto Salvo, il comune più a sud della Calabria e dell'Italia continentale, per visitare un’azienda di estrazione dell’essenza del Bergamotto, prezioso agrume che cresce solo nella fascia costiera reggina. Visitandola si avrà modo di conoscere i processi di produzione di questa famosa e importantissima essenza usata come base dei profumi. Proseguiremo poi per Pentedattilo, borgo fantasma aggrappato ad una gigantesca rupe dalla forma di cinque dita protese verso il cielo.  Ormai disabitato, evoca rare suggestioni al visitatore con i suoi stretti vicoli, le antiche dimore, i ruderi del castello e le chiese. Evocativa è anche la narrazione di uno degli eventi più sanguinari e indimenticabili della Calabria, la strage degli Alberti, di cui Pentedattilo fu teatro nel lontano XVII° secolo. La giornata prosegue con la visita di Bova. Inserita nella rete dei “Borghi più belli d’Italia” ed è definita anche la “Capitale dei Greci di Calabria” per le sue antiche origini e per gli aspetti culturali e tradizioni che permangono tuttora. Una visita tra i vicoli del borgo porterà a conoscerne la storia e ad ammirare la Cattedrale ed altre antiche chiese con le opere artistiche in esse custodite, l’interessante Museo di Paleontologia e Scienze Naturali dell’Aspromonte, giungendo fino alla rocca con i resti del Castello Normanno, dal quale si può godere di un’ampia vista panoramica di tutta la costa.  Cena e pernottamento in hotel a Bova.


3° giorno - 30/09/2020  BOVA / ZOMARO  (Km. 153)
Colazione in hotel nelle prime ore della giornata, poi partenza. La strada si snoda all'interno del parco immergendosi nel fascino degli itinerari aspromontani, tra boschi profumati, profonde gole e limpidi torrenti. Si giunge ad un paesino smarrito nella notte dei tempi, Roghudi, il cui nome deriva dal greco “Rogòdes“, pieno di crepacci, o da “Rhekhodes“, che significa aspro. Il paese è sorto intorno al 1050 da alcuni gruppi di pastori nomadi che decisero di insediarsi e costruire le prime abitazioni. La natura selvaggia ha regalato una collezione di pietre cariche di leggenda, raffiguranti profili di animali fantastici, conferendo alla vallata un alone magico e misterioso in grado di suscitare emozioni e far galoppare la fantasia. Proprio in mezzo alla sensazione di quiete e solitudine che avvolge i percorsi tortuosi che si inerpicano fino al paesino, si trovano due formazioni geologiche naturali che sembrano messe di guardia all’intera vallata, le Caldaie del Latte e la Rocca del Drago. I due massi dalla forma bizzarra narrano di una storia fantastica i cui protagonisti sono un drago, un monaco e gli abitanti del paese grecanico. Proseguiamo verso il borgo di Bagaladi che non è solo una delle due porte di accesso al Parco Nazionale dell’Aspromonte, ma anche un piccolo comune dal passato straordinario. A partire dal suo nome, che pare essere di origini arabo-greche, questo borgo è lo splendido frutto della commistione di numerose culture. A Bagaladi esiste un vino rosso locale chiamato Cuvertà. Lungo il percorso incontriamo Gambarie, dove effettueremo una breve sosta, a quota 1630 metri nel Comune di Santo Stefano in Aspromonte. La storia di questo paese è per certi versi simile a quella di tanti altri centri calabresi, nati come rifugi di pastori, cacciatori o barcaioli e in seguito sviluppatisi come nuclei abitati e turistici. Gambarie fu riconosciuta nel 1964, come primo centro turistico montano del “mezzogiorno”. Si prosegue per Scido, paese di origini bizantine, per quanto alcune tracce facciano credere che l’area fosse occupata fin dall’epoca greco-romana. Nel 951 d.C, durante un’invasione araba, i suoi abitanti terrorizzati si ritirarono verso l’entroterra, dando origine al Borgo di Scido. La sua storia più recente lo vede assoggettato alla signoria dei conti di Sinopoli fino alla fine del Quattrocento; passò quindi alla famiglia degli Spinelli fino al disastroso “terremoto” del 1783 che lo rase al suolo. Ricostruito con devozione dai suoi abitanti, sotto i Borboni fu aggregato al Comune di Santa Cristina dal quale si staccò solo nel 1837. Sosta a Santa Cristina d’Aspromonte, un comune con 1017 abitanti è attraversato dalla sp 2 ex s.s. 112 che parte da Bagnara e continua a salire inerpicandosi tortuosamente sugli altipiani dello Zillastro aspromontano. Immagini da cartolina si rincorrono, una più suggestiva dell’altra. Alle spalle la Piana di Gioia Tauro, il maestoso porto, il mar Tirreno e le isole Eolie. Davanti le vette, la maestosità della roccia. Quadri in movimento in cui secolari e nodosi ulivi ad alto fusto cedono il passo ai pini, abeti bianchi e faggi. Caleidoscopio di una natura incontaminata in cui è bello tuffarsi e perdersi, almeno per un attimo. Arrivo nel pomeriggio a Zomaro. Cena e pernottamento in hotel.


4° giorno - 01/10/2020  ZOMARO / GERACE  (Km. 25)
Dedichiamo la mattinata alla visita di Zomaro, una delle “porte” dell’Aspromonte, altopiano ricco di acque sorgive oligominerali, resti archeologici e vecchie torbiere nel cui cuore si trova il piccolo villaggio contornato da faggi e abeti. Tra il 72 ed il 71 a.C. parte del suo territorio, secondo alcuni, fu teatro di una battaglia cruenta tra i gladiatori di Spartaco e le legioni romane di Marco Licinio Crasso. Uno studioso reggino, Carmelo Turano, colloca questi eventi in una zona montana posta lungo la linea che congiunge Gioia Tauro e Locri, ossia su quello stretto ed allungato istmo montagnoso che collega le Serre con l'Aspromonte, il Dossone della Melia. La presenza di resti e di mura forse riconducibili ad antiche opere militari, nonchè alcune designazioni toponomastiche della zona, potrebbero identificare con precisione tali luoghi.  Escursione a piedi di mezza giornata. Partiamo quindi nel pomeriggio alla volta di Gerace passando per Agnana, edificata attorno al 1343 nei pressi di un convento di monaci basiliani collocato in cima al monte Sant'Agnana, da cui le deriva il nome, ad opera del Barone di Mammola.  La sua vera ricchezza è costituita da alcune sorgenti d'acqua minerale, di cui una sulfurea, due clorurate, una ferruginoso-sulfurea, situate in località Junchi.  Purtroppo, nonostante siano pregiate, sono state infatti classificate, dopo accurate analisi, "Termominerali", cioè adatte alla cura di varie malattie, sono scarsamente sconosciute.  Raggiungiamo infine l’hotel e usciamo per la cena in un ristorante locale.
 

5° giorno - 02/10/2020  GERACE / LOCRI / SAN LUCA  (Km. 40)
Dopo colazione, visita al santuario della Madonna di Prestarona, un termine che deriva dal greco ed indica il luogo dove si radunano e vivono in gruppo le colombe. La città di Gerace, e la zona nei suoi dintorni, quando si decise per il nome Madonna di Prestarona, era un centro di ritrovo, se così lo possiamo definire, per diverse colombe che si radunavano inspiegabilmente in quel luogo. Gerace, antico borgo che trova dimora all'interno del Parco con bella vista sullo Ionio e sul paesaggio della Locride. Il nome d'origine greca significa sparviero. La leggenda che ruota intorno alla fondazione del borgo vuole che fu proprio un rapace a scegliere l'area in cui costruire l'abitato, un luogo che doveva essere sufficientemente nascosto per evitare le incursioni saracene, mentre altri riconducono il nome alla sacralità della vetta su cui sorge, oppure allo spostamento della Diocesi di Locri, dedicata a Santa Ciriaca, proprio in questo sito. Sebbene sia un piccolissimo centro, abitato da poco più di 2.700 persone, Gerace ha numerosi edifici sacri, cosa che ha portato a rinominare il rilievo su cui essa si trova, il quale è appunto divenuto Monte Santo. In città è possibile ammirare anche la più antica chiesa ortodossa d'Italia: è la Chiesa di San Giovannello, con tetto a campana edificata intorno al '900 d.C. Ad emergere su tutte queste strutture è la Concattedrale, bene architettonico di interesse nazionale e fra gli edifici più grandi della regione, dedicata a Santa Maria Assunta. Il percorso religioso può continuare nella gotica Chiesa di san Francesco, situata nella Piazza delle Tre Chiese. Costruita a cavallo tra '200 e '300. Imperdibile visita sono Le Bombarde, vale a dire le spianate su cui venivano posizionati i cannoni a difesa della costa. Altro luogo imperdibile è il Castello, raggiungibile a piedi da piazza del Baglio, punto più alto del comune. Gerace merita di essere esplorata anche nel suo spirito più intimo, nei suoi vicoli caratterizzati dalle “volte a gistuni”, una tecnica costruttiva tipica del luogo che ricorda i cesti intrecciati. Ci dirigiamo poi verso la costa, dove troviamo la città di Locri Il territorio si estende fino alla Riviera dei Gelsomini, l'area costiera ionica che deve il suo nome alla coltivazione del gelsomino, fiorente sin dagli anni '20. Questa località è famosa per la presenza dell'importante area archeologica di Locri Epizephyrii, situata a poca distanza dal nuovo centro cittadino, ed è definita il pilastro dell'archeologia calabra Patria di Zaleuco, primo legislatore del mondo occidentale, e di Nosside, poetessa soave e amorosa, Lokroi, colonia greca fondata alla fine dell'VIII sec. a.C. da alcuni profughi greci che si stabilirono lungo la costa, è stata una delle più importanti città della Magna Grecia di Calabria. Fondata da coloni greci della Locride tra l'VIII e il VII sec. a.C. su una pianura lungo la costa dello Ionio, la splendida colonia di Locri Epizefiri fu una delle protagoniste dell'inquieta vita politica e artistica della Magna Grecia, ma sopravvisse per tutto il periodo romano e tardoantico finché le incursioni arabe e la malaria non ne decretarono l'abbandono. Passando per Ardore ci dirigiamo verso la magnifica Villa Romana Casignana La villa venne scoperta solo nel 1963, in seguito a lavori per la costruzione di un acquedotto, presso la strada statale Ionica.Gli ambienti sono riccamente decorati con mosaici, tra i quali spicca quello figurato del frigidarium (“sala delle Nereidi“), appartenente al III secolo, che raffigura, attraverso l’utilizzo di grandi tessere bianche e verdi, un thiasos marino con quattro figure femminili che cavalcano un leone, un toro, un cavallo e una tigre terminanti con una coda di pesce. L’impianto originario risale al I secolo d.C. e la sua fase più significativa è rappresentata da un’importante ristrutturazione avvenuta nel IV secolo.
In serata cena e pernottamento in hotel a San Luca.
 

6° giorno - 03/10/2020  SAN LUCA  (Km. 70)
Dopo colazione in hotel, visita di San Luca sorto nel 1592 per accogliere gli abitanti del villaggio di Potamia distrutto da una frana, e feudo di diverse famiglie. Nel 1675 i Clemente ne divennero conti. Interessanti i resti del castello, la chiesa parrocchiale che custodisce una tela seicentesca raffigurante la Deposizione e il Santuario di Polsi di origine basiliana ma ricostruito del XVII secolo. si prosegue per Pietra Cappa, Il monolite, sorge sul versante jonico del Parco Nazionale d'Aspromonte, si trova esattamente nella Vallata delle grandi pietre, al confine tra i comuni di San Luca e Careri. Alto 140 metri e dalla superficie di quattro ettari di terreno, alla sua storia ruotano una serie di leggende. Sosta poi a Montalto, una delle mète privilegiata degli escursionisti Calabresi, la vetta più alta dell’Aspromonte ed una delle più alte dell’intera Calabria. Il fascino dell’escursione a Montalto è arricchito dalla presenza, sulla sua sommità, del bronzo della statua del Redentore e da quello della Rosa dei Venti. Il sentiero si snoda prevalentemente in salita, immerso tra faggete e abetaie, e offre all’escursionista scorci panoramici unici al mondo. Con un solo sguardo, infatti, si possono osservare i fumi di tre vulcani: Etna, Vulcano e Stromboli.si prosegue per Polsi: ai piedi di Montalto, massima cima del massiccio aspromontano, in una profonda e solitaria vallata dalle alte e scoscese pareti, sorge il Santuario dedicato alla Madonna della Montagna di Polsi. Il santuario è uno dei più noti centri mariani del meridione. Il monastero era certamente già attivo nel 1453, quando ricevette la visita del monaco Anastasio Chalkèopoulos, redattore di una mappa di tutti i conventi e di tutte le chiese della regione. La leggenda vuole che nel secolo XI°, nel posto dove ora sorge la chiesa, sia stata rinvenuta da un pastore, una strana Croce di ferro, dissotterrata miracolosamente da un torello. La Croce è tutt’oggi  conservata nel Santuario. A questo miracoloso rinvenimento si fa risalire l’origine del monastero che fu, per alcuni secoli, sotto la cura dei monaci dell’ordine di San Basilio Magno, praticanti il rito greco.  Cena e pernottamento in hotel a San Luca.
 

7° giorno - 04/10/2020  SAN LUCA / REGGIO CALABRIA / MILANO LINATE  (Km. 95)
In mattinata trasferimento all’aeroporto di Reggio Calabria per la riconsegna delle auto noleggiate e il check-in del volo per Milano Linate.


 

QUOTA DI PARTECIPAZIONE su auto organizzazione

- 1.350  Euro / persona   
 

TARIFFE EQUIPAGGI che guidano l'auto a noleggio

- 1.200  Euro/persona (equipaggio di 2 persone)
- 1.100  Euro/persona (equipaggio di 3 persone)
- 1.050  Euro/persona (equipaggio di 4 persone)


 

LA QUOTA COMPRENDE:

- 6 pernottamenti in Hotel / Bed & Breakfast con prima colazione compresa
- Assistenza di un coordinatore italiano
- Guida escursionistica per 6 giorni compreso vitto e alloggio
- Ingressi a musei e tutte le attività descritte nel programma di viaggio
- Auto a noleggio per tutta la durata del viaggio (di cui una condotta dal coordinatore Dario Basile)
- Set COLORI DI SABBIA™ a ogni partecipante contenente quaderno di viaggio e t-shirt con logo fronte e retro



LA QUOTA NON COMPRENDE:

- La quota d'iscrizione: 25 euro/persona (quota di gestione pratica che comprende l'assicurazione medico bagaglio)
- Tutti i pranzi e le cene durante il tour dal primo all’ultimo giorno
- Le bevande, le mance e ogni altra spesa non inserita nella sezione "la quota comprende"
 

EXTRA

- Supplemento camera singola: su richiesta

SOLO PER GLI EQUIPAGGI CHE GUIDANO L'AUTO A NOLEGGIO' : Il carburante, i pedaggi autostradali, i parcheggi e ogni altra spesa per l'auto


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